Tra le foto che ho scattato ai dipinti dei miei
artisti-amici ho trovato questa che rappresenta il particolare di un'opera di
NATALIA BONDARENKO. Le sue icone astratte e contemporanee rispondono alla sua
volontà di sperimentare e ricercare come lei stessa afferma " tecniche
nuove, colori nuovi e tematiche nuove" applicando alla sua pittura cosi
come alla sua poesia l'idea del "panta rei", tutto scorre e passa,
poiché ella sostiene "siamo temporanei ed a volte inutili".
Tuttavia dietro l'apparente nichilismo si cela un'artista
sensibile e raffinata, capace di usare i mezzi tecnici con perizia nella
costruzione di "tabulae" complesse ed articolate dove la prevalenza
della materia cromatica costruisce simboli, alfabeti e sagome antropomorfe che
affondano le loro radici in una civiltà antica come quella russa densa di
storia e di influssi culturali ortodossi, bizantini, greci, rivisitati e
rielaborati in modo affatto personale da questa poliedrica artista di Kiev, che
ha sempre operato alla luce del proprio vissuto e dell'esperienza artistica,
tutta milanese prima, tutta friulana poi.

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