Giovanna Calvo di Ronco su Bondarenko


Tra le foto che ho scattato ai dipinti dei miei artisti-amici ho trovato questa che rappresenta il particolare di un'opera di NATALIA BONDARENKO. Le sue icone astratte e contemporanee rispondono alla sua volontà di sperimentare e ricercare come lei stessa afferma " tecniche nuove, colori nuovi e tematiche nuove" applicando alla sua pittura cosi come alla sua poesia l'idea del "panta rei", tutto scorre e passa, poiché ella sostiene "siamo temporanei ed a volte inutili". 


Tuttavia dietro l'apparente nichilismo si cela un'artista sensibile e raffinata, capace di usare i mezzi tecnici con perizia nella costruzione di "tabulae" complesse ed articolate dove la prevalenza della materia cromatica costruisce simboli, alfabeti e sagome antropomorfe che affondano le loro radici in una civiltà antica come quella russa densa di storia e di influssi culturali ortodossi, bizantini, greci, rivisitati e rielaborati in modo affatto personale da questa poliedrica artista di Kiev, che ha sempre operato alla luce del proprio vissuto e dell'esperienza artistica, tutta milanese prima, tutta friulana poi.



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